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27 settembre 2012

 

La Fermentazione del Mosto


La Fermentazione del Mosto


La Fermentazione del Mosto ha inizio! Apriamo cosi' questo post di oggi;
finite di piggiare le uve ieri, gia' avevamo cominciato a mettere il mosto nelle
rispettive botti in legno, scelte a seconda del viticcio e della quantita' di mosto.
Grazie a Dio siamo riusciti a salvare la produzione quest' anno, da varie parti
dell' isola e della e della penisola ho sentito notizie di vigne provate dal caldo
torrido di quest estate.



Come previsto, il mosto e' molto dolce, colore ambrato scuro, quasi nocciola;
ha tutto il colore delle bucce di uvapassa... ha una dolcezza concentrata che
risulta forte al palato, piuttosto denso, come se fosse saturo di zucchero.
Non ha ancora sapore e profumo di vino compiuti,
si sente un rumore di fondo "frizzante".

Il profumo e' d' uva molto matura, un sentore forte mi pizzica al naso,
come se fosse una componente etilica, inodore...
pizzica in fondo, come un retrogusto, avverto il dolore ma non ne avverto
il profumo...



Una riflessione: nella cantina ci sono 4 botti da 600 l, una da 200 l,
una da 50 l, poi varie damigiane di capacita' diversa, bottiglie che
fermenteranno apparte, insomma stanotte emetteranno tanta anidride
carbonica che a dormire li dentro si morirebbe senza accorgersi!
Piuttosto forte!













5 settembre 2012


La Vittoria della Natura sulle leggi UE


La vittoria della Natura sulle leggi UE


Salve a tutti, nel post "Il vino e la Sardegna" di venerdì 27 luglio
abbiamo raccontato "dell' introduzione del sistema delle
quote per possedere o impiantare i vigneti," "le erogazioni di contributi
dall' unione europea per l' estirpazione dei vigneti" e dei "17000 ettari 

di vigneti che si persero in tutta l' isola". 
Oggi vorremo raccontare del trionfo della natura, che triofa sui soldi,
sull' assistenzialismo, sulle perversioni politiche.
Ecco a voi le foto di un vigneto estirpato 20 anni fa secondo quelle leggi
che in questi anni ha ricominciato a produrre in modo selvatico,
ma col prodigio quasi soprannaturale che tutti i ceppi sono rimasti vivi.



Nella foto vediamo rossi acini in maturazione e altri maturi e già passiti. 
L' erva secca intorno e' completamente selvatica e naturale, su una porzione 
di terreno che non viene lavorata da anni.
Pensavo che i ceppi fossero americani, ma la forma della foglie e' diversa: 
la foglia della vite americana è molto piu' delicata ed il grappolo ha meno acini. 





Il portamento non e' del tutto strisciante, e non e' eretto. 
Vedete la quantita' e la densita' dei grappoli, piccoli e molti, forse 
per il fatto che non e' stato potato il viticcio. 



Queste sono le dimensioni medie degli acini, molto piu' piccoli delle mie mani, 
negli acini maturi la polpa e' dolcissima, la buccia e' coperta da una cera azzurrina 
chiarissima, di colore rosso scuro, nero, molto colorante (antociani), ha un 
tocco di tannini che asciugano la lingua almeno per un attimo.
Pecato che questi grappoli selvatici non bastino a produrre 50 l di vino
sarebbe proprio un bello studio, anche per una tesi botanica o agraria.
Nel prossimo articolo sapro' dirvi di che viticcio si tratta e se il vigneto 
e' molto antico.